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JALA NETI 

L’antica pratica indiana della purificazione nasale

Una tradizione nata nello Yoga antico

La Neti Lota è il piccolo recipiente utilizzato per praticare lo Jala Neti, una tecnica tradizionale di lavaggio e purificazione delle cavità nasali appartenente alla tradizione dello Haṭha Yoga.

La parola Neti indica la pratica di pulizia delle vie nasali, mentre Jala in sanscrito significa “acqua”: Jala Neti significa quindi, letteralmente, “Neti con l’acqua”.

Questa pratica appartiene agli Ṣaṭkarma — le “sei azioni di purificazione” dello Haṭha Yoga — insieme a dhauti, basti, trataka, nauli e kapalabhati. Nei testi dello Yoga queste pratiche avevano lo scopo di preparare il corpo alle pratiche più avanzate di respirazione, concentrazione e meditazione.

Spesso viene riportato che la Jala Neti sia descritta già nei testi più antichi dell’India. Le fonti classiche documentano certamente la pratica del Neti, ma la forma specifica dello Jala Neti con acqua versata attraverso una piccola lota non è descritta in modo specifico  nei testi antichi. La Haṭha Yoga Pradīpikā, ad esempio, descrive soprattutto il Sutra Neti, cioè una tecnica nella quale un filo o cordoncino viene fatto passare attraverso il naso.

La Gheraṇḍa Saṃhitā, un altro importante testo dello Haṭha Yoga, appartiene invece circa al XVI-XVII secolo e inserisce anch’esso il Sutra Neti all’interno delle pratiche di purificazione.


Che cos’è la Neti Lota?

La Neti Lota è un piccolo recipiente simile a una piccola teiera, progettato per contenere acqua e permetterne il passaggio delicato dell’acqua attraverso una narice alla volta.

Ha generalmente:

  • un piccolo corpo che funziona da serbatoio;

  • un lungo beccuccio;

  • una punta arrotondata che viene appoggiata delicatamente all’ingresso della narice;

  • un’apertura abbastanza ampia da permettere all’acqua di fluire senza pressione.

La caratteristica fondamentale del beccuccio è proprio quella di permettere all’acqua di entrare nella narice in modo dolce e continuo, sfruttando semplicemente la gravità.

Le lota moderne possono essere realizzate in diversi materiali: tradizionalmente i recipienti erano in ceramica e terracotta, che rimane il materiale consigliato e piu’ adatto per il contatto con la pelle.

Oggi si trovano anche lota in acciaio inox, rame e materiali plastici (questi ultimi sono sconsigliati).

Il rame è uno stimolatore per l’acqua, essendo un materiale sensibile e conduttore, ed è particolarmente indicato, anche se non è oggi facilmente reperibile.

 



JALA NETI: COME SI PRATICA

La pratica di pulizia delle narici consiste nel far passare una soluzione salina tiepida attraverso una narice e lasciarla uscire dall’altra.

una narice → cavità nasali → altra narice

L’acqua non deve essere aspirata e non deve essere spinta sotto pressione.

1. Preparare l’acqua

È fondamentale utilizzare acqua pura (si consiglia acqua ionizzata 11.5 o 9.5) oppure acqua di rubinetto precedentemente bollita e poi lasciata raffreddare per rimuovere il cloro.

Questo punto è molto importante: l’acqua del rubinetto non dovrebbe essere utilizzata direttamente per l’irrigazione nasale, perché anche un’acqua potabile può contenere cloro, pesticidi residui, ruggine e particolati che non devono essere introdotto nelle cavità nasali.

L’acqua deve essere piacevole e tiepida, non fredda e non calda.

2. Preparare la soluzione salina

All’acqua viene aggiunto sale fino a ottenere una soluzione adatta alle mucose nasali.

Una preparazione pratica frequentemente utilizzata è circa:

½ cucchiaino di sale fino puro non iodato in circa 500 ml di acqua ionizzata pH 11.5 o 9.5.

Se non si usa acqua ionizzata (che e’ naturalmente emolliente), si puo’ aggiungere anche un po’ di bicarbonato.

Per approfondire il tema dell’acqua ionizzata e’ possibile leggere questo articolo dedicato. 

La concentrazione esatta può variare in base al tipo di sale e alla sensibilità individuale; l’obiettivo è ottenere una soluzione sufficientemente vicina alla concentrazione dei liquidi corporei, così da evitare il fastidio e il bruciore intenso che provoca l’acqua non salata.

Il sale deve essere completamente sciolto prima dell’utilizzo.

E’ possibile usare anche acqua di mare microfiltrata, in questo caso occorre acquistare l’acqua di mare QUINTON (si veda qui anche l’articolo sull’acqua di mare e sugli studi del medico Quinton). 

E’ del tutto inuile acquistare altre tipologie di soluzioni saline in farmacia, perche’ si tratta di semplici acque filtrate a cui si aggiunge sale da tavola, quindi tanto vale farla da se’ a casa.

COME POSIZIONARSI

La pratica si esegue sopra un lavandino.

  1. Riempire la lota con la soluzione salina tiepida.

  2. Piegare leggermente il busto in avanti.

  3. Ruotare delicatamente la testa da un lato.

  4. Appoggiare il beccuccio all’ingresso della narice superiore.

  5. Tenere la bocca leggermente aperta e respirare attraverso la bocca.

  6. Sollevare lentamente la lota.

A questo punto la soluzione  entra dalla narice superiore e, grazie alla posizione della testa e alla gravità, attraversa le cavità nasali per uscire dalla narice opposta.

Il flusso dell’acqua avviene da se’ e non occorre fare alcuno sforzo.

Quando il flusso è terminato, si rimuove delicatamente la lota e si ripete dall’altro lato.


I BENEFICI DELLA NETI LOTA

Dal punto di vista anatomico, il liquido attraversa le cavità nasali profonda e aiuta a rimuovere:

  • muco;

  • infiammazione;
  • secrezioni accumulate;

  • particelle inalate;

  • polvere;

  • alcuni allergeni presenti sulla superficie della mucosa.

L’irrigazione nasale è oggi studiata anche in ambito medico e può essere utile, in determinate condizioni, per la gestione dei sintomi della rinite e della rinosinusite. 


NETI E RESPIRAZIONE NELLA TRADIZIONE YOGICA

Per lo Yoga tradizionale il significato della pratica era molto più ampio della semplice igiene nasale.

Il naso rappresenta infatti il principale ingresso dell’aria e, nella fisiologia sottile dello Yoga, è strettamente collegato alla circolazione del prāṇa, l’energia vitale.

La purificazione delle vie nasali veniva quindi considerata una preparazione alla pratica del prāṇāyāma, cioè il controllo e la regolazione del respiro.

Questo collegamento è esplicito nella tradizione dello Haṭha Yoga: le pratiche di purificazione vengono presentate come preparazione del corpo alle pratiche respiratorie e meditative.

È proprio questa la ragione per cui la Neti non dovrebbe essere considerata semplicemente una “doccia del naso”: nella tradizione originaria faceva parte di un sistema molto più ampio di disciplina del corpo e del respiro.


JALA NETI E SUTRA NETI: NON SONO LA STESSA COSA

Esistono diverse forme di Neti.

Jala Neti

È quella praticata con acqua salina, generalmente attraverso una lota.

È la forma più conosciuta oggi e, se eseguita correttamente, è relativamente semplice.

Sutra Neti

È una tecnica molto più avanzata nella quale viene introdotto attraverso la narice un sottile filo o cordoncino, facendolo arrivare fino alla bocca.

Questa è la forma descritta in modo particolarmente chiaro nella Haṭha Yoga Pradīpikā.

Il Sutra Neti non è una pratica da improvvisare: richiede istruzione e supervisione adeguate da parte di un maestro.


PERCHÉ L’ACQUA DEVE ESSERE SALATA?

Le mucose nasali sono molto sensibili alla concentrazione dei liquidi che vengono a contatto con esse.

L’utilizzo di una soluzione salina adeguata rende l’irrigazione molto più confortevole rispetto all’utilizzo di acqua pura che crea un bruciore molto intenso.

Una soluzione troppo diluita può dare una sensazione di bruciore o fastidio; una soluzione eccessivamente concentrata può anch’essa irritare la mucosa (accade quando inspiriamo l’acqua del mare, ad esempio).


DOPO IL LAVAGGIO

Al termine della pratica è importante lasciare defluire l’acqua residua.

Si può inclinare delicatamente la testa in diverse direzioni e soffiare il naso piano senza esercitare una pressione eccessiva.

Il naso dovrebbe poi essere lasciato asciugare naturalmente. E’ del tutto normale avere fuoriuscita di piccole gocce d’acqua dal naso anche dopo che e’ trascorso qualche minuto, soprattutto per chi ha il setto nasale deviato.

La lota deve essere lavata accuratamente dopo l’utilizzo e lasciata asciugare completamente.


UNA PRECAUZIONE FONDAMENTALE: LA QUALITA’ DELL’ACQUA

La sicurezza dell’acqua è probabilmente l’aspetto più importante di tutta la pratica.

Per l’irrigazione nasale bisogna avere cura dell’acqua che si usa. Per questo motivo consiglio vivamente l’uso di acqua ionizzata pH 9.5 o 11.5 (a scelta), che e’ un’acqua filtrata e rigenerata con proprieta’ antiossidanti ed emollienti.

⚠️ ATTENZIONE: Non utilizzare acqua del rubinetto clorata direttamente nella lota!

Giulia Maria – Voice of Plenty