Come testimone di studi di liceo in Italia negli anni ’90, posso testimoniare oggi la frustrazione avvenuta mano a mano che nella mia vita ho cominciato a ristudiare e approfondire in maniera indipendente gli argomenti di storia, letteratura, filosofia e arte che mi avevano proposto durante il liceo.
Mano a mano nella mia vita ho letto le fonti originali, cosa che a scuola si fa ben poco, usando solo piccoli “estratti”, sempre accuratamente selezionati per non essere compromettenti, e ben spiegati dall’interpretazione forzata dei libri scolastici (Voltaire voleva dire questo, Garibaldi era quest’altro etc.).
Leggendo invece direttamente autori come Plutarco, studiando i misteri eleusini, studiando i testi critici del secolo XVIII, inglesi e francesi, leggendo di persona i Vangeli, la Bibbia, il Corano, le Upanisad, la Bhagavad Gita, I Qing, i miti e le saghe Babilonesi, osservando gli affreschi minoici ed etruschi, le statue stele, le statuette cinesi, i templi indiani, i templi maya, le piramidi egizie etc. etc., la coscienza pian piano si risveglia per forza. Peccato che ancora poche persone sappiano osservare e leggere cio’ che hanno intorno, ma purtroppo sono tutti impegnati nella sopravvivenza o nel diventare ricchi e farsi i selfie.
Quello che accade purtroppo ancora oggi, e metto il presente perché ancora oggi continua ad accadere, è che la scuola ci propone delle esemplificazioni letterarie, dei modelli letterari, di autori, filosofi, artisti, senza dirci in realtà quali erano veramente i loro retroscena culturali-esistenziali, e in quale modo la loro stessa cultura veniva manipolata e guidata attraverso società segrete e iniziazioni.
In particolar modo ricordiamo che l’Italia stessa come Stato, venne completamente creata dalla massoneria. Il Risorgimento e i principali responsabili della creazione dello Stato italiano erano tutti massoni, da Garibaldi a Mazzini.
E inoltre, lo stesso inno italiano comincia quelle parole specifiche: «fratelli d’Italia». Perché non «popolo»? Perché proprio la parola «fratelli»? Nessuno spazio naturalmente per le «sorelle»: non esistevano.
Perché la parola «fratelli» era evidentemente un termine massonico di riconoscimento immediato ed a loro era dedicato.
Inoltre, nel Novecento, prima del periodo fascista, i grandi poeti che noi leggiamo e studiamo a scuola come grandi pilastri della letteratura italiana, da Carducci a Pascoli, da Foscolo, a Montale e a Quasimodo, erano tutti massoni, iniziati alla massoneria sin da giovani, ed in questo modo, forse, proprio grazie all’appoggio degli altri fratelli, raggiunsero posizioni di notorieta’. Per loro la Massoneria era il luogo deputato dove trovare accoglienza, conoscenza vera, dove trovare amici risvegliati e dotti. E ci cascarono tutti quanti, perche’ il desiderio di conoscenza e il desidrio dello studio e del sapere sono pericolosi, e l’ambizione puo’ portare a vendere l’anima al diavolo, come il massone Goethe e il mito di Faust ci ricordano molto bene perche’ descrivono lo stesso percorso dell’autore. Johann Wolfgang von Goethe fu infatti iniziato massone il 23 giugno 1780 nella Loggia “Amalia” (detta anche Anna Amalia alle tre rose) di Weimar. Non se ne esce: vuoi diventare un noto filosofo? Occorre passare dalla Massoneria.
La Grande Tentazione: la conoscenza e’ solo per pochi Eletti. E il termine Eletti chi ci ricorda?
Questa tentazione oscura che la conoscenza e’ riservata a pochi e che va somministrata a piccole dosi in un sistema graduale, piramidale e maschilista, e’ il punto della questione da osservare per bene. La cultura (contraffatta) europea e’ maschile, la cultura (contraffatta) mondiale e’ maschile. Almeno sarebbe utile a scuola spiegare come mai.
Ogni loggia era una associazione di fratelli (solo uomini) che si aiutavano e sostenevano a vicenda con:
- riunioni periodiche riservate ai membri;
- rituali simbolici;
- discussioni su etica, filosofia, politica e progresso sociale.
I membri erano organizzati in “gradi” (Apprendista, Compagno, Maestro), con percorsi di crescita simbolica.
Quasimodo fu iniziato nel 1922 alla loggia di Licata, si incontrò a Roma con Montale, che era anche lui un fratello massone, che lo introdusse nel circolo Solaria.
Vediamo come i circoli di intellettuali e artistici fossero profondamente legati alla massoneria.
E molto spesso i contenuti delle poesie contengono ispirazioni e contenuti che essi ebbero modo di incontrare nelle loro esperienze all’interno delle iniziazioni massoniche e dei collettivi di massoneria.
Potremmo dire che lo studio della letteratura antica e italiana (ed europea) non ha alcun senso senza lo studio della cultura iniziatica Massonica. Eppure non se ne fa parola a scuola.
Quando nel 1925 Domiziano Torrigiani (erede di una lunga generazione di Massoni nella sua famiglia fiorentina), scioglie le logge massoniche a Roma, a causa della dichiarata avversita’ da parte di Mussolini che intima la loro chiusura, e’ alese che Mussolini stesso era un iniziato che ripudio’ lasua stessa madre, dalle dichiarazioni (e si veda anche un intero libro su questo argomento: L’ingrata progenie. Grande guerra, Massoneria e origini del Fascismo 1914-1923).
Il 13 febbraio 1923, il Gran Consiglio del Partito nazionale fascista dichiarava l’incompatibilità fra iscrizione al Partito Nazionale Fascita e alla massoneria. L’indomani, il massone Pietro Faudella (il lucano Pietro Faudella, era grand commis dello Stato e deputato del Regno), parlò pubblicamente di «un atto di ingratitudine verso la massoneria in genere e verso la massoneria milanese in particolare».
Tra fine ottobre e inizio novembre 1914, il deputato Giuseppe Pontremoli, grado 33° del rito scozzese, anticipò a Mussolini 20mila lire per l’acquisto della rotativa (macchina da stampa) che, a partire dal giorno 15, avrebbe stampato il suo nuovo quotidiano, “Il Popolo d’Italia”. Una bella ingratitudine verso i suoi sostenitori!
Evidentemente qualcosa era sfuggito di mano alla Grande Loggia d’Italia, ma mi viene molto difficile crederlo. Forse che il loro intento fosse invece proprio quello di scatenare l’ennesima guerra per riempire i portafogli delle loro industrie produttrici di armi, come continuano a fare tutt’oggi?
Aggiungo un altro piccolo tassello:
L’organizzazione dei servizi segreti britannici ufficialmente nasce nel 1909 come Secret Service Bureau, creata dal governo britannico per affrontare il timore di attività di spionaggio tedesche.
Poco dopo il Bureau si divise in due sezioni:
- una interna, che sarebbe diventata l’MI5;
- una esterna, che sarebbe diventata il futuro MI6.
Quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale, il servizio esisteva già da circa cinque anni.
Il suo primo capo fu Mansfield Smith-Cumming, che firmava i documenti semplicemente con la lettera “C” in inchiostro verde. Da qui deriva la tradizione per cui ancora oggi il capo dell’MI6 viene chiamato “C”.
Il termine MI6 si diffuse soprattutto durante la Prima Guerra Mondiale e nel periodo successivo, quando il servizio fu inserito nella struttura dell’intelligence militare britannica come “Military Intelligence, Section 6”.
Esistono documenti che mostrano come, nel 1917, gli agenti britannici dell’MI5 abbiano fornito fondi in maniera continuativa a Mussolini quando era direttore del giornale Il Popolo d’Italia.
Durante la Prima Guerra Mondiale, l’allora giovane giornalista socialista dirigeva un quotidiano popolare con sede a Milano, Il Popolo d’Italia.
Fin dal 1914, per dar vita al suo quotidiano “Il Popolo d’Italia”, Mussolini accettò finanziamenti da numerose fonti: dalla grande industria nazionale alla massoneria francese (per conto del governo di Parigi), dai servizi zaristi ad ambienti governativi romani, giusto per citare solo i principali elargitori di aiuti.