Rosacea: la mia storia tra pelle sensibile, ambiente e ricerca di equilibrio
La rosacea è una condizione di infiammazione della pelle (in particolare del viso) molto complessa e spesso difficile da comprendere, perché non ha una sola causa e non segue lo stesso andamento in tutte le persone.
Dal punto di vista scientifico viene classificata come una dermatosi infiammatoria multifattoriale che coinvolge alterazioni della regolazione vascolare, del sistema immunitario innato e del microbiota cutaneo; essa presenta:
- iperreattività dei vasi sanguigni cutanei (vasodilatazione anomala → rossore persistente)
- infiammazione cronica mediata da citochine e peptidi antimicrobici (es. catelicidine)
- possibile ruolo di Demodex folliculorum (acaro normalmente presente sulla pelle)
- alterazione della barriera cutanea
- fattori neurovascolari (ipersensibilità a caldo, stress, cibi, alcol, UV)
Non è una semplice “pelle sensibile”, ma una condizione infiammatoria persistente con possibili riacutizzazioni.
Le diverse fasi della rosacea
1. Rosacea eritemato-telangectasica (ETR) – “fase vascolare”
Primi segni / forma iniziale più comune
- Rossore transitorio → poi persistente
- Flush (vampate di calore al viso)
- Capillari visibili (teleangectasie)
- Bruciore o pizzicore
Meccanismo principale: disfunzione vascolare
2. Rosacea papulo-pustolosa – “fase infiammatoria”
Spesso confusa con acne, ma NON è acne:
- Papule (piccoli rilievi rossi duri e persisenti, rimangono per giorni o anche mesi e colpiscono anche punti in cui la pelle non e’ grassa e non c’e’ eccesso di sebo, come intorno agli occhi)
- Pustole (lesioni simili a brufoli, ma senza comedoni)
- Pelle infiammata, sensibile, calda
- Rossore stabile e sensazione di tensione alla pelle, prurito, bruciore
Meccanismo: infiammazione + risposta immunitaria forte e squilibrata con formazione di pustole e nodi sottocutanei
3. Rosacea fimatosa – “fase di ispessimento”
Forma più avanzata e aggravata:
- Ispessimento della pelle
- Texture della pelle irregolare
- Ingrossamento dei tessuti (formazione di rinofima sulla punta del naso)
- Porosità evidente
- Bruciore, rossore, prutrito persistente
Meccanismo: crescita tissutale cronica, noduli sottocutanei, pustole e infiammazione prolungata
4. Rosacea oculare
Può comparire da sola o insieme alle altre forme:
- Occhi secchi o bruciore
- Blefarite (infiammazione palpebre)
- Sensazione di sabbia negli occhi
- Fotofobia
- Arrossamento oculare
- Abbasamento della vista
Meccanismo: infiammazione delle ghiandole e della superficie oculare
I trattamenti classici per la rosacea proposti dagli specialisti
I trattamenti “classici” della rosacea si dividono in tre livelli principali: terapia topica (sulla pelle), terapia sistemica (farmaci per bocca) e trattamenti fisici/laser. L’obiettivo non è guarire definitivamente la condizione (perche’ non lavorando sulla causa, ma solo sul sintomo), ed essi mirano a controllare infiammazione, rossore e recidive.
1. Trattamenti topici
Sono quelli più usati nelle forme lievi–moderate direttamente sulla pelle.
🔹 Metronidazolo
Antinfiammatorio topico
Puo’ creare rapidi peggioramenti e aumentare lo stress della pelle e il rossore (come e’ successo a me)
🔹 Acido azelaico
Riduce infiammazione e rossore
Aiuta anche la texture della pelle
🔹 Ivermectina crema
Agisce su infiammazione e Demodex (acari)
Per uso topico nelle forme papulo-pustolose. L’ho usata per un lungo periodo e non ha dato alcun miglioramento generale, ma sulle singole pustole ne riduce il gonfiore se usata in grandi quantita’. Ad ogni modo poi se ne riformano altre in altri luoghi.
🔹 Brimonidina / Oxymetazolina
Vasocostrittori
Riduzione temporanea del rossore (effetto “giorno stesso”)
Non curano l’infiammazione, ma il sintomo vascolare
2. Trattamenti sistemici (per forme moderate-severe)
Usati quando la pelle è molto infiammata o resistente alle creme.
Antibiotici a basso dosaggio (non solo antibatterici)
🔹 Doxiciclina (anche a dose anti-infiammatoria)
🔹 Minociclina (meno comune)
🔹 Isotretinoina (basse dosi)
Riduce ghiandole sebacee e infiammazione
Usata nei casi resistenti o fimatosi
Richiede controllo medico stretto
Servono soprattutto per ridurre infiammazione, ma non rimuovono l’infezione e la sua causa. Possono creare recidive e peggiorare l’irritabilita’ della pelle, come e’ successo a me (ho usato la Doxiciclina)
3. Trattamenti fisici e tecnologici
Utili soprattutto per rossore e capillari.
🔹 Laser vascolare (PDL, KTP)
Agisce sui capillari visibili
Riduce teleangectasie
🔹 IPL (luce pulsata intensa)
Migliora rossore diffuso
Agisce su infiammazione vascolare
🔹 Laser CO₂ (nei casi fimatosi)
Per ispessimenti cutanei avanzati
4. Cura quotidiana
Detergenti delicati (senza tensioattivi aggressivi)
Creme idratanti barriera (ceramidi, pantenolo)
Protezione solare alta SPF 30–50
Evitare scrub e peeling aggressivi
5. Controllo dei trigger
Ecco un elenco dei fattori scatenanti che e’ possibile attenzionare e valutare (ognuno ha i suoi fattori infiammatori personali):
sole e UV
sbalzi caldo/freddo estremi
alcol
cibi piccanti
stress prolungato
La mia storia personale
Nel mio caso, il percorso è iniziato molto prima della comparsa dei sintomi evidenti sul viso, ed è legato a una storia di sensibilità e reattività generale dell’organismo e della mia psiche estremamente sensibile ed emotiva, che si trasferisce in una somatizzazione sia cutanea che intestinale.
Sono nata e cresciuta in Italia, sempre esposta al sole senza particolari problemi durante l’infanzia. Tuttavia, già in pre-adolescenza, intorno ai 13 anni, ho iniziato a manifestare eritemi solari soprattutto nella zona del petto. Questo primo segnale mi ha portata a sviluppare una maggiore attenzione all’esposizione solare, anche se nel tempo questa sensibilità si è poi attenuata.
Sul viso, per moltissimi anni, non ho mai avuto particolari problematiche. Ho vissuto in Sicilia con grandi esposizioni al sole per otto anni, con contatto con la sabbia e temperature molto alte dai 25 anni fino ai 40 anni, senza alcun problema alla pelle del viso.
Parallelamente però, già dall’adolescenza, è emersa una allergia agli acari della polvere, confermata poi da test specifici. Questo aspetto ha rappresentato un primo segnale di ipersensibilità del mio sistema immunitario agli stimoli ambientali.
🔹 Il legame tra intestino, pelle e infiammazione
Intorno ai 23-24 anni, la mia storia clinica ha preso una direzione più complessa, con la comparsa di disturbi intestinali importanti, tra cui candida, gonfiori, colon irritabile e cistiti ricorrenti. Nel tempo, questa condizione si è evoluta fino a una diagnosi di Morbo di Crohn.
Nel mio caso, questi problemi intestinali si sono accompagnati anche a sintomi secondari gravi come emorroidi e una forte sensibilità alimentare: alcolici e cibi piccanti, ad esempio, tendevano a scatenare reazioni intestinali molto intense.
Molti di questi aspetti mi hanno portata a considerare il ruolo della disbiosi intestinale come possibile elemento centrale nella mia storia di infiammazione sistemica.
🔹 Ambiente, stile di vita e fattori scatenanti cutanei
Dopo essermi trasferita negli Emirati Arabi, ho vissuto per anni a stretto contatto con ambienti molto diversi rispetto a quelli europei: deserto, sabbia, vento e forti sbalzi di temperatura. In quel periodo ho anche organizzato ritiri di yoga tra deserto e Oman ogni settimana, vivendo quotidianamente queste condizioni ambientali estreme (temeprature esterne molto calde oltre i 40 gradi ed interne negli ambienti artificiali con meno di 20 gradi).
In parallelo, un altro elemento che ritengo abbia avuto un impatto è stato l’utilizzo di una crema skincare al retinolo, consigliata in modo non personalizzato da una persona non competente. L’insieme di questi fattori — esposizione alla sabbia, vento, sbalzi termici e skincare aggressiva — ha preceduto l’inizio di una forte ipersensibilizzazione cutanea.
È in questo periodo che si è manifestata la rosacea, inizialmente in forma lieve e successivamente evoluta in una forma papulo-pustolosa piuttosto intensa. Si formavano punti duri sottocutanei dolorosissimi e molto grossi, come delle cisti, di cui una enorme si e’ formata proprio sulla punta del naso.
🔹 Sentirsi senza pelle
Lascio immaginare a voi la tristezza generata da una lunga convivenza di anni e anni con una pelle scarnificata, bruciante, che ha generato profonde sensazioni di sentirmi troppo esposta e vulnerabile nelle relazioni con gli altri.
La pelle è il nostro confine ed è l’organo piu’ esteso del corpo umano, pertanto è anche il nostro primo imapatto e scudo protettivo di assorbimento verso le energie degli altri. Quando la pelle diventa molto reattiva e inizia a mutare, ci sentiamo profndamente vulnerabili, esposti, senza difese, scarnificati, deboli e fragili.
🔹Alimentazione e consapevolezza personale
Nel mio caso, l’alimentazione non è mai stata un fattore principale scatenante per la rosacea. Da anni seguo infatti un regime privo di zuccheri raffinati, insaccati, glutine, fritti, latticini freschi e alcol. Tuttavia, ho osservato una sensibilità individuale verso alcuni alimenti come peperoncino, pepe e alcol, che possono accentuare reazioni infiammatorie intestinali.
Ho avuto di colpo episodi di reazioni violente a cibi che ho mangiato per anni senza problemi, e che ho poi ripreso a mangiare, come il latte di soia o l’alga spiriulina, che usavo e uso ancora in aggiunta a zuppe e frullati.
In generale, nel mio caso, la rosacea non ha mai trovato una spiegazione chiara e univoca attraverso una dieta alimentare che elimini prodotti specifici.
🔹 Il percorso medico e la ricerca personale
Nel corso degli anni ho consultato cinque dermatologi diversi e sei nutrizionisti, senza mai ottenere risposte risolutive o un approccio condiviso sul trattamento della rosacea. Anche nel campo della nutrizione ho riscontrato pareri molto differenti e persino contraddittori tra loro.
I medici mi hanno prescritto diversi trattamenti farmacologici per la rosacea, tra cui il metronidazolo topico, poi un anno intero di terapia antibiotica con doxiciclina e, in contemporanea, l’uso di ivermectina in crema.
Contemporanemante mi hanno consigliato di usare creme topiche come Rosacure e detergenti di marche acquistabili in farmacia.
Nessuno di questi approcci ha portato a risultati duraturi, ma solo parziali e direi anzi che hanno aggravato la situazione.
Con il tempo, la mia pelle è diventata sempre più reattiva e sbilanciata: sono comparsi rossore persistente, bruciore agli occhi, abbassamento della vista, e soprattutto una sensazione molto fastidiosa di prurito diffuso. Le papule dolorose hanno continuato a formarsi.
Questa sensazione, inizialmente localizzata al viso, si è poi estesa anche verso le zone a contatto con i capelli e sotto le orecchie, lungo i lati del collo.
La risposta che ho sempre ottenuto, sia per il morbo di Chron che per la rosacea da parte di tutti gli specialisti a cui mi sono rivolta e’ stata: “E’ una forma cronica, non c’e’ una soluzione definitiva“.
Questo mi ha portata a intraprendere una ricerca personale più ampia sul benessere e sulla salute in generale, che include il ruolo dell’idratazione e della qualità dell’acqua.
🔹 Il ruolo dell’acqua e del riequilibrio interno
Nel mio percorso personale, l’introduzione di acqua ionizzata a ph specifici, per uso topico e interno, è stata associata a un miglioramento percepito del benessere generale, soprattutto a livello intestinale e di equilibrio quotidiano.
L’ACQUA: un elemento essenziale e sottovolatuato dalla maggior parte dei dermatologi e nutrizionisti, che integrato nella mia routine di benessere personale ha portato un contributo enorme.
Gli studi universitari di fisica ambientale e di chimica mi hanno permesso di approfondire e discriminare con competenza e di preparare protocolli mirati a base di acqua con ph specifici per la pulizia della pelle (ho smesso di comprare qualsiasi detergente), di protocolli disinfettanti e anti-infiammatori.
Da questa esperienza e dai risultati ottenuti, è nato il mio interesse per la consulenza sull’acqua ionizzata e per l’educazione delle persone su come la qualità dell’acqua e il suo utilizzo possano inserirsi in un percorso più ampio di attenzione al corpo e all’equilibrio del microbioma.
Tutti i disturbi come la stipsi, le emorroidi e la disbiosi intestinale (crampi, dolori persistenti al colon, gonfiore) sono progressivamente scomparsi del tutto.
I FER-VIDA: l’elemento chiave per la rigenerazione del microbiota della pelle
I FerVida sono preparati fermentati naturali appartenenti all’ambito della fermentazione artigianale, simili agli eco-enzimi asiatici e ai fermentati botanici tradizionali.
Sono impiegati per il benessere intestinale, nella cura della pelle, come detergenti naturali, per trattamenti cosmetici, in agricoltura naturale, e per riequilibrare ecosistemi microbici.
I Fervida sono liquidi fermentati ottenuti da vegetali, frutta, foglie, erbe aromatiche, acqua, e una fonte zuccherina naturale (zucchero, miele, melassa, ecc.).
Attraverso una lunga fermentazione e maturazione — generalmente dai 12 mesi o più — si sviluppa un ecosistema microbiologico ricco di batteri probiotici, enzimi, acidi organici, lieviti benefici, antiossidanti e metaboliti bioattivi.
Il nome significa Fermenti di Vita, processi vivi in continua trasformazione biologica.
In Italia la produzione dei FerVida fa riferimento a Stefano Abruzzese e al suo studio del metodo di fermentazione della maestra Pa Cheng, che ha fatto nascere è il gruppo, dove è nato il nome FerVida, che mantiene fedelmente contatto con la maestra riportando con rispetto i suoi insegnamenti.
Come si producono?
Il processo base prevede 3 ingredienti:
Preparazione della materia vegetale
frutta,
bucce,
erbe,
foglie medicinali,
fiori.
Miscelazione con acqua e zuccheri
Gli zuccheri nutrono i microrganismi iniziali naturalmente presenti sulle piante e nell’ambiente.Fermentazione lenta
Il composto viene lasciato maturare in contenitori aerati o semi-chiusi per almeno 12 mesi a temperatura stabile, lontano dalla luce diretta.Trasformazione microbiologica
Durante il processo i lieviti trasformano gli zuccheri, i batteri producono acidi organici,, gli enzimi decompongono sostanze vegetali complesse, e gradualmente il liquido si arricchisce di composti aromatici e bioattivi.Invecchiamento
Il lungo riposo permette una stabilizzazione biologica e una maturazione simile, per certi aspetti, a quella di vino, aceto o kombucha.
La ricetta si basa su tre soli ingredienti da mescolare nelle giuste proporzioni.
5 parti di acqua
3 di componente vegetale
1 di dolcificante
Per esempio, se si utilizza un contenitore da 10 litri, si dovranno inserire circa 3 kg di vegetale e 5 litri di acqua, a cui si aggiunge circa 1 kg di zucchero. È importante lasciare sempre un po’ di spazio nella parte superiore del recipiente, per evitare fuoriuscite del liquido durante la fermentazione.
Ricordiamoci che se il vegetale scelto è costituito da foglie, non si ragiona più in termini di peso, ma di volume occupato nel contenitore: le foglie dovrebbero riempire circa metà del recipiente, comprimendole verso il basso per eliminare l’aria.
La vita del fervida inizia con la fermentazione, prosegue con una fase alcolica e si conclude con la trasformazione acetica.
Esempio di ricetta base fervida con contenitore da 5 litri
1,5 kg di vegetale
2,5 litri di acqua
0,5 kg di zucchero
Il ruolo dell’acqua nei Fervida
E’ chiaro che l’ingrediente principale dei fervida e’ l’acqua: se usiamo un’acqua contaminata il risultato sara’ scadente. Usando l’acqua attiva pH 9.5 avremo a disposizione un’acqua pulita e attiva, e otterremo una macerazione molto piu’ profonda, capace di stimolare tutti i processi vitali in corso.
L’acqua è pertanto l’elemento centrale del processo: ospita i microrganismi, permette la fermentazione, trasporta enzimi e nutrienti, crea il medium vitale della trasformazione.
In questo senso i Fervida rappresentano una forma di “ecosistema liquido vivente”, dove microbiologia, tempo e materia vegetale cooperano in un lento processo di metamorfosi naturale.
La mia esperienza personale con i Fervida
Utilizzando Fervida con stagionatura di 2 anni, l’impatto sulla mia pelle (che in quel momento era affette da grave rosacea papulo-postulosa (si vedano le foto) è stato immediato.
Ho fatto prima un test sulla pelle della mano, spruzzando i fervida e attendendo 30min. Dopo aver verificato di non avere reazioni allergiche ho spruzzato i fervida sulla pelle arrossata che mi dava desquamazione e tremendo bruciore e prurito. Nel giro di pochi sencodi il prurito si e’ arrestato, scomparendo del tutto. Ho avuto immediatamente la sensazione di un cambiamento drastico nelle sensazioni della pelle, come se finalmente qualcosa fosse cambiato in modo irreversibile dopo due anni di atroci sofferenze.
Ho proseguito con uno spruzzo il mattino e uno la sera, sempre dopo uno sciacquo della pelle con semplice acqua ionizzata pH 6.0. Ho smesso di usare qualsiasi prodotto, compresi detergenti, creme idratanti e creme protettive solari.
Il giorno dopo la crescita delle papule si e’ interrotta, e il rossore è diminuito.
Nel giro di due giorni le grosse papule si sono sgonfiate.
Ho trascorso un’intera giornata al sole in Sicilia con 28-30 gradi, facendo un trekking di 4h con lunghe esposizioni al sole: non ho avuto alcun peggioramento o arrossamento della pelle.
Nel giro di una settimana hanon iniziato a rimarginarsi anche le cicatrici sulle guance e la pelle e’ tornata ad essere levigata e compatta.
Consulenze e sostegno attivo per persone affette da rosacea cronica
La rosacea ha lasciato profonde tracce sul mio viso, cicatrici e punti rossi, ma mi ha permesso di aprire le mie conoscenze e sviluppare discriminazione verso medici purtroppo sempre piu’ incompetenti, che prescrivono farmaci standardizzati come cortisone o antibiotici.
La rosacea nel mio caso non è stata un fenomeno isolato, ma il risultato di una combinazione di fattori: estrema sensibilità individuale, ambiente, sistema immunitario e storia personale.
Oggi continuo a studiare e approfondire questi aspetti con l’obiettivo di comprendere meglio il legame tra pelle, intestino e stile di vita, mettendomi a disposizione per aiutare gli altri nell’attraversare questi periodi di confusione che generano stress e frustrazione, mettendo alla prova l’autostima e la fiducia in se stessi.
Per chi desidera approfondire questi temi o ricevere informazioni sul percorso legato all’acqua ionizzata e al benessere personale, sono disponibile per consulenze e confronto diretto.
Protocollo per la Rosacea con acqua ionizzata e FerVida
Routine quotdiana con acqua ionizzata e FerVida per la pelle affetta da rosacea
🔹 Disinfezione e risciacquo
In caso di papule infette, spruzzare delicatamente sulla zona interessata con un vaporizzatore l’acqua pH 2.5 e attendere 30 secondi, quindi sciacquare il viso con abbondante acqua pH 6.0 corrente e asciugare tamponando piano con un panno di cotone pulito.
Attenzione: non spruzzare l’acqua pH 2.5 sugli occhi e non tenerla troppo a lungo sul viso, perche’ a lungo puo’ disidratare la pelle. Agisce comune un forte disinfettante ed e’ foremente astringente.
L’acqua acida forte di pH 2.5 viene uilizzata per la disinfezione e per la pulizia superficiale della pelle, grazie al suo basso pH.
🔹 Impacchi con acqua pH 11.5
Dopo la pulizia con acqua pH 2.5 in caso di forte rossore e disidratazione causata da esposizione solare o irritazione, sono utili gli impacchi con acqua alcalina forte disinfiammante ed emulsionante:
- immergere un panno di cotone o fibra vegetale naturale, privo di lanugine, in acqua pH 11.5 (attenzione: ricordarsi di produrla molto lentamente per ottenere il massimo livello di ionizzazione)
applicarlo sulla zona interessata del viso per circa 20 minuti
- al termine, sciacquare o spruzzare con acqua pH 6.0 per ripristinare il naturale pH della pelle.
Con gli impacchi di acqua alcalina forte si riduce l’infiammazione e la secchezza, e si ottene immediato sollievo dal prurito.
🔹 Applicazione dei FerVida
Sulla pelle pulita, senza applicare alcuna crema, spruzzare i Fervida con un vaporizzatore. Potrebbero bruciare leggermente gli occhi, e’ del tutto normale.
Ripetere il protocollo mattina e la sera prima di dormire.
🔹 Durante la giornata:
• Spruzzare frequentemente acqua beauty pH 6 con un apposito nebulizzatore / vaporizzatore per la pelle.
L’acqua beauty pH 6 ha il pH fisiologico della pelle e viene u9lizzata come tonico o spray idratante.
🔹 Idratazione interna
Acqua ionizzata da bere:
Iniziare assumento acqua pH 7.0 per una settimana
passare gradualmente dal pH 8.5 fino al pH 9.5 una settmana alla volta, monitorati dal proprio tutor (possono avvenire episodi detox)
bere almeno 2 litri al giorno lontano dai pasti. Bere due bicchieri d’acqua il mattno appena svegli a stomaco vuoto e continuare a bere un bicchiere d’acqua ionizzata alcalina ogni due ore (usare l’acqua pH 7 durante i pasti, in caso di necessità).
Una corretta idratazione è fondamentale per creare una barriera cutanea, per mantenere l’elasticità della pelle e per l’equilibrio generale dell’organismo.
Consapevolezza dell’acqua: un approccio integrato tra fisiologia, stile di vita e comunità
🔹 L’acqua: da elemento passivo a vettore attivo
- regola l’omeostasi cellulare
- partecipa ai processi di detossificazione epatica e renale
- contribuisce al mantenimento dell’equilibrio acido-base
- influenza la biodisponibilità dei nutrienti
- pH
- potenziale redox (ORP)
- struttura molecolare e capacità di idratazione
- supportare l’equilibrio acido-base
- contribuire alla riduzione dello stress ossidativo
- migliorare l’idratazione intracellulare
🔹 Il ruolo dello stile di vita: nutrizione e ambiente interno
- alimentazione anti-infiammatoria
- regolazione glicemica
- riduzione del carico tossinico
- equilibrio del microbiota
🔹 Una testimonianza di profondo impatto
🔹 La comunità: un fattore biologico e psicologico
🔹 Verso una salute consapevole e responsabile
- la conoscenza incontra l’esperienza
- la scienza dialoga con la consapevolezza
- le persone ritrovano il proprio ruolo attivo nel processo di salute