Ho tradotto per noi tutti questo bellissimo discorso di Baba Purnananda Bharti sulla Tristezza come maestra di conoscenza profonda.
Giulia

“Sul sentiero della testimonianza non c’è niente da fare, solo guardare. Anche quando mi ascolti parlare o spiegare, non dargli alcun significato, guarda solo dentro di te.
La tristezza ti conduce nel profondo di te stessa e di te stesso. Quando arriva la tristezza, sentiti fortunato, perché ti permette di entrare più profondamente in te stesso, e ciò accade solo nella tristezza, non nella felicità.
Nella tristezza e nella sofferenza vai sempre più in profondità. Ed esci dalla mente.
Impara l’arte di vivere nella tristezza e nella sofferenza. Ogni cercatore deve attraversare la tristezza, ma non lamentarti! Ci si lamenta solo perché non vogliamo essere tristi, mentre la natura vuole portarci invece più a fondo nella sadhana in modo da toccare il centro sacro dietro l’ombelico.
Vuoi che la tristezza se ne vada, ma non pensare che se ne vada, piuttosto accettala totalmente.
Se qualcosa esiste in natura, perché dovrebbe scomparire? Come c’è la felicità, allora esiste anche la tristezza. La tristezza è molto utile nella meditazione, perché quando sei triste ti disconnetti dal mondo esterno e vai dentro te stesso, toccando il tuo essere.
Se la accetti totalmente, ti getta direttamente al centro dell’ombelico.
La sofferenza arriva perché combatti con la tua mente, perché non vuoi essere triste, vuoi scappare dalla tristezza. Se la accetti totalmente e la guardi, essendone testimone, conoscerai questo segreto, che ti porta più in profondità.
La meditazione porta la tristezza, così che tu possa essere libero completamente dal mondo esterno.
Quando sei triste sei molto più vicino al tuo centro dell’essere.
Nella felicità vai più lontano dal tuo centro.
Quando arriva la tristezza, vivila, accettala e guardala solo. La sofferenza arriva se combatti con essa. In realtà non vogliamo andare più a fondo dentro, vogliamo essere fuori.
Nella tristezza la tua mente non andrà qua e là. Devi distinguerti (non identificarti) dalla tristezza e dalla felicità.
Non cercare di cambiare nulla, impara solo l’arte di guardare. Sii un osservatore. ”
Baba – 1° novembre 2020 a Indore

Immagini di Lucy Cambpell