La Meditazione non è una “terapia spirituale”
AMA I TUOI TRAUMI

Ho rielaborato una preziosa riflessione sulla MEDITAZIONE E SULLA GESTIONE DEI TRAUMI, tratta da uno scritto di Piergiorgio Caselli (Scuola non Scuola di Roma).

E’ possibile rinunciare a rimuovere da noi i nostri traumi? E’ possibile semplicemente accoglierli come parte di noi, rimanendone testimoni non giudicanti?
Domande davvero preziose, che mi fanno profondamente commuovere.

RIPOSARE IN FIDUCIA NELLE BRACCIA DELLA VITA.
Grazie.

Giulia

Cari amici,
con leggerezza vi invitiamo ad osservare una simpatica scena, in cui possiamo osservare dei lati di noi, che forse potremmo riconoscere, sorridendo:
qualcuno non è pronto a fare qualcosa che andrebbe fatto, in particolare a prendersi cura di qualcun altro.
Ha una resistenza, ha un trauma.
Ma anziché vederlo e sapere che è lì, dentro di lui o dentro di lei… che è proprio quel trauma che, non visto, mi fa parlare, e che nutre il corpo di dolore…
Anziché vederlo, la persona reagisce ad esso, e attacca, giudica, offende o, in alcuni casi, si estranea da tutto e da tutti.
Reazione dell’altro: suvvia, questa cosa devi superarla!!!
Cioè: se la supererai starai bene, e io vicino a te starò bene.
Cioè: la reazione dell’altro è la spinta di far superare il trauma, affinché possiamo essere tu ed io, e non tu io e il trauma.
Trauma sciò, pussa via 😊… senza te staremmo così bene!
Lo vedi?
….ne sai per caso qualcosa?

Premettendo che ci sono tantissimi psichiatri e psicoterapeuti che fanno un ottimo lavoro, e che aiutano tantissime persone, vorrei ricordare che la meditazione non è stata trasmessa come forma di terapia.
È bellissimo che oggi molti terapeuti la consiglino e credo che sempre più sarà così nella nuova coscienza emergente.
Eppure la meditazione non nasce per farci superare i traumi.
Nasce per farci scoprire l’Essere che non ha mai avuto trauma alcuno poiché è eternamente libero.
Non fraintendermi: credo voler superare i traumi della propria personalità sia ottimo, sentire il richiamo ad andare oltre dei blocchi è molto importante (poiché è già segno che sentiamo qualcosa in noi che non fluisce, è segno già di una certa consapevolezza).
Eppure i grandi Maestri non hanno mai parlato di superare un trauma.
Hanno sempre insegnato ad osservare, a guardare con animo sereno tutti i lati della nostra personalità, perché siamo Altro.
Hanno sempre insegnato una cosa potentissima, almeno quando iniziamo ad intuire cosa davvero vi è dentro: guardare senza voler superare.
E non è questo l’Amore cari amici?
Questo saper vedere con tutto se stessi senza voler risultato alcuno porta una immensa trasformazione, perché ha in sé la chiave dell’amore.
Vi è forse potere più grande del vero amore?
Se invece mediti per superare i tuoi traumi non sarà lo stesso.
Perché l’amore non vuole nulla in cambio.
Perché hai un motivo, aneli ad un risultato. Dentro dici: ok medito, così accadrà questo è quest’altro… o almeno lo spero tanto.
Ecco quindi che anziché mollare il controllo e arrenderti al silenzio con un cuore fiducioso, con un sussurro dentro che dica: fai tu, sia fatta la tua volontà, mi affido a te nella quiete dell’anima…
Hai in mano la lista della spesa: allora devi fare per me questo, mi affido a te così farai per me quello che io voglio…e ricorda di comprare un litro di latte!
Lo vedi?
Quando perseguo un risultato, un effetto su di me, allora non c’è fiducia.
E senza fiducia può esserci amore?
E se non ci sono fiducia e amore come può esserci l’energia della meditazione, l’energia della preghiera?
Sarà un visualizzare qualcosa, ripetere parole mentali, usare “tecniche segrete”… sarà un tuo fare qualcosa che chiami meditazione…
ma non ci sarà resa.
Ecco perché i grandi maestri hanno usato la stessa parola che oggi è molto di moda: meditazione.
Ma non intendevano quello che oggi quasi tutti intendono con quella bella parolina.
Hai mai visto un bimbo che dorme nelle braccia della mamma?
Quella è meditazione: riposi in totale fiducia nelle braccia della vita. Perché la ami. E senti che lei farà per te, meglio di te.
E allora riposi, ma non dormi.
Di fatto, al contrario, dormi quando non ti affidi 😊.
Sei ipnotizzato nei tuoi sforzi, sei perso nella tue illusioni sulla realtà.
Sei solo.
O almeno lo credi.
“Se non sarete come bimbi non troverete il Regno…” e hai mai visto un bimbo come si affida?
Quanto è incredibilmente capace di arrendersi alla mamma senza aspettarsi da lei un risultato?
E la sua cari amici è una tecnica particolare, o è amore?
Lascia che ti chieda: cosa accade se ami i tuoi traumi?
Cosa accade se li amiamo senza volerli superare? Senza chiedere alla vita di portarceli via?
Sarà davvero-vero che senza loro saremmo migliori?
E se non fosse così?
Diamo per scontato che se non fossi geloso, se non avessi attaccamenti, se non provassi rabbia o paura sarei “la versione migliore di me” (come ho sentito un amico dire)… ma abbiamo diverse versioni?
Come un cubo che ha diverse facce?
Chi avrebbe diverse versioni ?
Chi realmente siamo, o chi crediamo di essere?
Amici, credo sia ottimo cercare di superare i traumi. Perché ?
Perché quello sforzo ci porterà a maturare, e ci farà scoprire (e dobbiamo davvero scoprilo da soli ognuno a suo modo) che non funzionerà volerli tanto superare.
Allora ben venga lo sforzo. Se ci metti intelligenza e consapevolezza esso stesso ti porterà al non sforzo.
Ti farà maturare.
Chi è maturo?
Chi ha una certa età?
Chi ha vissuto tante esperienze?
Chi lavora da tanti anni?
Chi ha fatto migliaia di viaggi?
Chi ha dei figli?
O chi conosce l’amore?

E nell’amore tutto è superato, ma senza un io che superi qualcosa… senza un io che desideri di non avere traumi e che divida in quello che dovrebbe accadere da quello che non dovrebbe accadere.
Senza un io che controlli e rinforzi l’illusione della dualità.
E non è solo allora che la luce della Verità risplenderà intorno al nostro capo senza chiederci di essere fenomenali?

Cari amici, vi abbraccio con Amore.

Pg e la ScuolaNonScuola